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mercoledì 23 giugno 2010

Intervista esclusiva allo scrittore inglese Howard Sounes

da " il quotidiano della Basilicata"





Aspettabdo " Anni Ribelli" lo scrittore parla di sè e dei suoi eroi Dylan e Solzhenitsyn

Howard Sounes e i mitici Settanta

Di Francesco Altavista


Si sta formando il nuovo cartellone della manifestazione di Brienza “ Anni Ribelli” di fine luglio , inizio agosto. Cominciano a circolare i nomi degli ospiti , quest’anno tanti internazionali tra cui lo scrittore inglese Howard Sounes presentato da un giornalista del calibro di Raffaele Cascone. Conosciuto per una delle biografie più importanti di Bob Dylan, presenterà a Brienza il prossimo 31 luglio , il suo nuovo libro “Anni Settanta”. Dalla sua casa di Londra appena tornato da un viaggio negli Stati Uniti, lo scrittore inglese concede in anteprima esclusiva un’intervista a “Il Quotidiano”, qui tradotta dall’inglese.
Signor Howard Sounes , il suo ultimo libro si intitola “ Anni Settanta” . Come sono visti questi anni e quale idea esce fuori dal libro ?
Gli anni settanta sono visti spesso come “il tempo che dimenticò il buon gusto”, cioè come un’era fatta da terribile pop music, da un modo di vestire terrificante e di orribili edifici. Nel mio libro “ Anni Settanta” ho cercato di correggere questa percezione. Per me la cultura di quegli anni è molto ricca e infinitamente forte. E’ una decade che ci ha consegnato: una televisione innovativa come, per esempio, “Monty Python’s Flying circus” (nel 1969 ma in Italia trasmesso i primi anni novanta) ; film classici da “Annie Hall”( Io e Annie) a “Apocalypse Now”; tanta musica nuova e meravigliosa da autori come :Bob Marley, Bob Dylan, David Bowie, Joni Mitchell e The Clash; la grande arte come i dipinti di David Hockney ;libri di grande valenza come “The Sea, the Sea” di Iris Murdoch ; erigendo moderni edifici come il “Pompidou Center” progettato anche dall’Italiano Renzo Piano.
Gli anni Settanta sono stati anche anni di distruzione, di violenza e di nichilismo. Come risponde ai critici che l’accusano di non aver dato spazio a questi temi nel libro?
Certo gli anni settanta sono stati anche un periodo di tumulto economico e politico. Ma questo non è interessante come l’arte. Io ho messo fuori dal libro questi temi per scrivere una celebrazione della parte migliore della cultura di quella decade, piuttosto che un libro di storia.
Uno degli eroi del libro è lo scrittore Solzhenitsyn ( premio nobel nel 1970). Questa scelta è un modo per fare una riflessione politica degli anni settanta ?
Anche se io non sono molto interessato alla politica degli anni settanta, guardo ad una o due persone creative che sono anche figure politiche, in particolare al grande scrittore russo Alexander Solzhenitsyn. I suoi libri sono innanzitutto importanti opere della letteratura. È anche una personalità ispirata ed ispiratrice la cui storia è il paradigma dell’esperienza della guerra fredda che ha dominato gli anni settanta. Questo era il tempo in cui l’URSS veniva considerata il nemico giurato dell’occidente e tutti noi vivevamo nella paura della terza guerra mondiale. Solzhenitsyn mise in mostra un regime sovietico repressivo, corrotto , inefficiente e anche un sistema inattuabile. Leggendo Solzhenitsyn ci rendemmo conto che non esisteva un reale pericolo dall’est, perché il sistema sovietico era così assurdo che le persone dell’est oppresse sarebbero state da compatire. A questo punto come eravamo fortunati a vivere nell’occidente!
Lei è un biografo di Bob Dylan che anche uno degli eroi del suo libro. Come mai si è dedicato spesso alla sua storia e alla sua musica ?
Alcune personalità che sono molto pesanti nel mio libro vengono distintamente dagli anni settanta. In particolare per quanto concerne il Rock : Bob Dylan e i Rolling Stone. Questi chiaramente erano i grandi nomi degli anni ‘60 ma per me, il loro lavoro divenne più divertente ed interessante negli anni settanta. L’album “Blood “ del 1974 di Dylan che fu ideato sulla scia della fine della relazione con Sara Dylan , è uno dei più belli ed importanti dischi , forse il più grande. Dylan è una figura incredibile degli anni settanta. Si è indebolito negli anni 80 ma negli ultimi anni con il disco “Time Out of Mind” sembra che sia tornato ai suoi livelli. Non c’è una figura musicale più importante di lui . Dylan è lo Shakespeare del Rock
Bob Marley interpretò il salmo 16 dicendo che anche Dio fumava Marijuana. Gli anni settanta sono anche questo ?
Bob Marley è un altro carattere chiave degli anni ’70. E’ importante per aver divulgato la musica reggae, come la prima stella internazionale proveniente dal mondo sottosviluppato e come un poeta-compositore di grande livello. Parte della cultura di Bob Marley era rappresentata “put-smoking “cioè dal fumare marijuana , c’era un uso comune e generalizzato di questa droga negli anni settanta. Era comunque la cocaina la droga privilegiata dal rock e gli attori dei film anni settanta. Il cinema era pieno di cocaina .Come si diceva in tv “ Coke is it “!
Cosa degli “ Anni settanta “ si dovrebbe ricostruire oggi ?
Guardando indietro dal 2010 al 1970 vediamo un tempo in cui i libri erano più importanti nella società , quando si aveva una società più istruita. I libri lunghi e seri di Solzhenitsyn erano dei Best seller. Ora vengono letti poco, sembra che ci sia meno tempo per leggere. Come scrittore innamorato dei libri io rimpiango questo. Gli anni 70 era anche il tempo in cui Hollywood produceva film molto intelligenti evitando macchine che si inseguono e lotte con le pistole, era più verso una tradizione d’arte europea, sto pensando a film come “ Five Easy Pieces “( cinque pezzi facili). Sembra essere scomparsa la volontà di Hollywood di produrre film del genere. Siamo inondati dall’ American junk films. L’industria della musica ha sofferto l’era digitale e non si fanno i grandi dischi come una volta.

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