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domenica 17 luglio 2011

Erica Mou , intervista Anti-Talent show


da " il quotidiano della Basilicata"

L'Anti-talent " E'" Erica Mou



di Francesco Altavista




Marina di Pisticci – Sarà proprio lei accompagnata dal pianoforte, con la sua chitarra e l’immancabile Loop- machine a dare il via all’ottava edizione della rassegna “ Argojazz” il 16 luglio,nello splendido porto degli Argonauti a Marina di Pisticci. E’ la pugliese Erica Mou. Il suo nome di battesimo ( anche se non è mai stata battezzata) è Erica Musci ed è nata a Bisceglie appena 21 anni fa. Ad oggi è una delle più promettenti leve del cantautorato italiano, scoperta da Caterina Caselli viene considerata la paladina anti-talent anche se a dirla tutta è stata ad un passo da X Factor ( selezionata in Puglia doveva andare a Milano) e per un soffio sfugge ad “ Amici”. In anteprima per un’intervista a “ Il quotidiano della Basilicata” la contattiamo al telefono, lei ci risponde dalla sua camera. Proprio quest’anno è uscito il suo disco di esordio “ E’” con il produttore islandese Valgeir Sigurosson ma già pensa al prossimo, naturalmente dopo le vacanze da fare rigorosamente in montagna. E’ semplice e gentile pur essendo una ragazza prodigio, visto che un pezzo del suo album “ Oltre “ utilizzato nel film di Roberta Torre “ Baci mai dati” è stato scritto tra i banchi del liceo quando aveva solo 16 anni proprio l’età nella quale Rimbaud scriveva tra i suoi versi: “ La vita è altrove” . E’ l’ora di pranzo e lei ci confessa con la sua voce così ingenua e accattivante che mangerà fiori di zucchina. Mentre parliamo si spaventa perché qualcuno entra in camera, lei ci rassicura è Marco. Forse il Marco della Pausini? Ecco dove è, quello che è andato via! Sono passati tanti anni ma se l’immortale Marco ha lasciato Laura per ascoltare e vedere Erica di certo non lo si può biasimare. Lasciamo questi pensieri alla più becera e surreale anima gossip di “Chi l’ha visto?” e cominciamo l’intervista.



Erica: ardente, onirico, surreale sono solo alcuni degli aggettivi che sono stati rivolti al tuo album d’esordio “E’ ”. Tu come puoi definire questo album?


In realtà io credo di aver anche un po’ mentito. “E’” come album d’esordio è un’affermazione di esistenza, un punto di partenza. Abbiamo scelto delle canzoni che secondo me erano esemplificative di varie tematiche che io affronto. Certo ci sono le parti più oniriche come “ Vivere sul suo collo”, “ Vorrei dirti un sacco di cose adesso” e poi canzoni più arrabbiate forse più legate alla società attuale come per esempio “ Giungla”.Poi canzoni più personali come “Epica”. Ho voluto dare degli spaccati diversi di come era il mio modo di scrivere.


Ognuno alla fine ci vede quello che vuole.



Il fatto che sei stata accostata a Bjork può indicare che fai musica poco italiana ? Quale è secondo te la tua particolarità?


Può essere che comunque ci sia un po’ di esterofilia in questo album. E’ difficile decidere a chi ispirarsi perché quando fai un album vorresti che non ci siano troppi paragoni anche se quando arrivi a fare qualcosa è anche perché hai ascoltato tanto. Io canto sempre in modo molto personale e aperto. Penso che questo si senta, amo molto il contatto con le persone quando sono sul palco, perciò è impossibile che mi chiuda in me stessa, cerco in tutti i modi di comunicare, credo che la mia forza sia la tenacia comunicativa.



Nel tuo album c’è anche una cover “ Don’t stop”( Fletwood Mac) che è stata realizzata per l’Eni.Sembra una cosa quasi incoerente con quello che dici nel resto dell’album. Perché hai cantato per una multinazionale che nella tua terra come in giro per il mondo di danni ne fa tanti?


Quando mi è stato proposto di farlo, io naturalmente sono stata titubante, perché pensavo a tutto questo. Poi mi hanno detto di non essere ottusa e di vedere cosa l’Eni in ambito artistico stava facendo. Mi sono documentata e ho visto tutte le attività culturali che loro stanno sostenendo, sono tantissime. Sostengono artisti di tutte le parti del mondo e li portano a sviluppare le loro campagne, sostenendoli anche quando termina. Ho visto quest’altra faccia dell’azienda e mi sono convinta. Ora da questo a dire che sono amica dell’Eni ci passa molto. Ho voluto dargli semplicemente il beneficio del dubbio.


Il “Puglia Sounds “ è un progetto della tua regione governata da Nichi Vendola.Tu ne hai usufruito. Secondo te funziona ? Perché è stato fatto solo in Puglia?
Per me funziona benissimo. Oltre che spostare musica pugliese fuori dalla regione fa anche un’altra operazione: portare grandi artisti in Puglia. Quindi per me funziona sia dal punto di vista di musicista, con molti eventi, adesso ci porteranno negli Stati uniti ad ottobre in tour. Funziona anche dal punto di vista di ascoltatrice perché consegna in questa regione concerti e conferenze che difficilmente avrei potuto vedere qui. In realtà non vedo niente di particolare in questo progetto, penso che c’è stata l’intuizione che la cultura fa muovere tanto, non è un accessorio ma parte integrante dell’economia e poi capire che le risorse umane vanno tutelate. Esiste sicuramente un fermento in Puglia ma questo progetto ha rincuorato anche gli altri ragazzi non solo musicisti che hanno potuto sviluppare le loro idee.


Ultima domanda e ti lascio ai fiori di zucchina: Cosa è la Bellezza?


La Bellezza è la semplicità.



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