Due (ex) ragazzi irresistibili
di Francesco Altavista
La regia dello spettacolo scritto da Mario Scaletta e da Paola Tiziana Cruciani, è di Giovanni De Feudis ed è piaciuta a
giudicare dai numerosi applausi del
numeroso pubblico sassese, sicuramente è briosa, veloce che non lascia tempi
alla riflessione, è incalzante come se si stesse assistendo ad un spettacolo in
televisione. Se le influenze televisive da una parte possono essere dannose al teatro dall’altra
forse lo fanno avvicinare al gusto del popolo che poi è quello che conta. E’ un varietà tutto da ridere, D’angelo
nonostante la veneranda età ha i tempi perfetti, anche se alcune delle battute
hanno il gusto del già sentito ( ha usato la stessa battuta del papa di Crozza
a sua volta accusato di averla rubata dal web), altre sono di una satira troppo morbida , altre
sono scontate, fa ridere perché è un maestro nella mimica e dei tempi comici.
Apprezzabili ma non troppo le briciole dedicate alla riflessione: brava la
Giorgi nel monologo che fa il paragone tra alcool e l’amore, entrambi finiscono
per sciogliersi nel fondo del bicchiere. Meno accettabile forse ma che comunque
scatena l’applauso di approvazione del pubblico alcune frasi qualunquiste che
vanno molto di moda, dalle poltrone e gli stipendi dei politici all’essere
italiani a tutti i costi, ai tatuaggi e alla seguente battuta sulla farfallina
di Belen. I ballerini Matteo Tugnoli e Gianluca Conversano movimentano la
scena ma non troppo, forse complice il palcoscenico che forse avrebbero
preferito più grande. Le ballerine che
mostravano le perfette linee del loro corpo hanno certamente messo il pepe e il
sale giusto nella minestra data in pasto al pubblico.
Flaminia
Gasbarri, Valentina Bognetti, Cecilia Margione e Agata Moschini sono belle e brave, interessanti le
coreografie curate da Evelyn Hannack. Una pièce fatta bene, impostata solo ed
esclusivamente come un bel varietà che
fa divertire il pubblico. Antipatico e disperato poi il tentativo di dargli
altra forma, inventandosi un racconto, non è né nostalgico né attuale, è un insieme di cose tra canto non quello
difficile ma quello comune che coinvolge il pubblico, un cabaret fatto bene con
i tempi giusti ma davvero morbido e il ballo bello ma non particolarmente
artificioso ed innovativo. “ Due ragazzi irresistibili” va bene per chi vuole
dimenticare la tristezza per un’ ora e mezza e magari rubare qualche
battuta da raccontare agli amici davanti
ad un bicchiere di birra, tutto qui perché qualche volta basta solo ridere.
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